Non è tutto da buttare

novembre 23, 2009

Hallo everybody! (everybody??? nobody), anyway…

Ho quasi appena finito di guardare una puntata di una trasmissione di Raitre, “Buongiorno Europa”: trasmissione fra le più interessanti dell’intero panorama televisivo. Il sabato e la domenica mattina si concentrano le trasmissioni migliori (per i miei gusti), mannaggia (su Raitre, almeno) e finisce che non si combina nient’altro. Potrebbero mandarne qualcuna in prima serata al posto di…al posto de che?!? Non di Report (non toccatemi Report!!!), nè di Ulisse, Mi manda Raitre? Io non riesco più a seguirla ma è utilissima…non so, in effetti la programmazione di Raitre è tutta buona, io praticamente non guardo altro, sia in prima sia in seconda serata, a parte qualcosina su Raidue, Criminal minds e ora X Factor, che guardo con mia figlia piccola perché ci divertiamo a commentare, acidamente, spesso. Qualche film su un altro canale, talvolta, ma i migliori vanno di notte, preferisco un dvd. Faccio anche altro, la sera, eh!, computer, un buon libro quando ce l’ho, ma più tardi, quando gli altri dormono. Io infatti dormo poco e la mattina sono rintronata per ore, anche perché ho la pressione bassissima: all’inizio mi sento come deve sentirsi un orso appena uscito dal letargo (non so, immagino), poi, col passare delle ore comincio a carburare e verso le sei del pomeriggio son come uno scoiattolo, ma quello dei cartoni animati, infatti io mi sento un po’ un cartone animato.

Dicevo di “Buongiorno Europa: in mezz’ora, senza fronzoli o polemiche, in modo molto asciutto, col metodo dell’inchiesta diretta, vengono trattati temi d’attualità come le “”gabbie salariali” (la proposta di adeguare gli stipendi al costo della vita, che è diverso in varie zone del paese), il tema di oggi, andando a vedere come si affronta lo stesso problema in altri paesi europei; “Generazione mille euro”, i giovani precari in Italia e nel resto dell’Europa, tema della settimana scorsa; “L’eredità del muro”, cosa resta della Berlino di vent’anni fa e del suo muro nella percezione delle giovani generazioni tedesche e via “sfricugliando”, stavo per scrivere “tazando” (da: “tazar l’anima”, tritare l’anima = tormentare) che è un’espressione squisitamente dialettale della città in cui sono cresciuta (che non rivelerò quale sia, per il momento, anche se non potrò fare a meno di seminare indizi, e la cosa in seguito potrebbe divenire oggetto di quiz a premi…). Perché uso quest’espressione? Ma perché, purtroppo, e non credo sia il caso di accusare gli autori del programma di disfattismo, i fatti dimostrano che, per quanto possano andar male le cose in Europa, in Italia riescono ad andare pure peggio, cosa che, pur non essendo una sorpresa, fa soffrire, me almeno. E quello che mi turba di più è constatare che, per quanto sia evidente che l’attuale governo, anche nelle sue versioni precedenti, abbia fatto e continui a fare sforzi straordinari per spianare questo sventurato paese, dalle istituzioni politiche (il Parlamento per primo), all’economia (perfino Emma Marcegaglia ha in così scarsa considerazione il “premier” da rischiare di calpestarlo, innavvertitamente, ad ogni occasione pubblica, e non solo perché è più alta di lui…), all’istruzione pubblica (in via di estinzione, come i dinosauri: fra qualche decina di anni le nostre scuole diverranno oggetto di scavi archeologici, già adesso sono ruderi…), all’ambiente (non ci sono soldi per rimediare al dissesto idro-geologico ma il Ponte sul Deserto, pardon, sullo Stretto si farà, ad ogni costo) e via demolendo, anche il centro-sinistra ha commesso i suoi peccati, di omissione, principalmente, per esempio non facendo fuori Mr B. quando poteva, e poteva, legalmente, facendo la legge sul conflitto d’interessi o almeno esigendo l’applicazione delle leggi che esistevano già (alcune delle quali sono state tolte di mezzo dall’Imputato, altre eluse, altre semplicemente ignorate).

Ecco, se qualcuno dei miei dodici lettori (non sto imitando il Manzoni, sono veramente dodici) si chiede perché mi definisca “la casalinga peggiore del mondo”, la risposta si trova nel paragrafo precedente, ed in quelli che probabilmente seguiranno: il disastro che incombe sull’Italia mi turba molto di più di quello che incombe sull’acquaio della mia cucina, anche perché il primo non potrà essere scongiurato con l’acquisto di una lavastoviglie nuova…Buonanotte.

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